MAXIMIANNO COBRA
Regista cinematografico, produttore, sceneggiatore e compositore franco-brasiliano, Maximianno Cobra è nato a Rio de Janeiro, in Brasile. Fin dalla giovane età scopre la propria passione per il cinema attraverso il capolavoro del cinema muto di Fritz Lang, Metropolis (1927), sviluppando un interesse profondo e duraturo per l’espressionismo tedesco. Dedica una parte significativa degli anni della sua formazione allo studio delle grandi opere della storia del cinema. La sua comprensione della narrazione visiva si approfondisce attraverso Satyricon (1969) di Federico Fellini, 2001: A Space Odyssey (1968) di Stanley Kubrick e Citizen Kane (1941) di Orson Welles. È tuttavia la sua fascinazione per Hamlet (1948) di Laurence Olivier ad aprirgli per la prima volta lo straordinario universo di Shakespeare.
Nelle parole dello stesso Maximianno Cobra: «Scoprire Shakespeare fu uno sconvolgimento esistenziale. Ebbe su di me lo stesso impatto della musica di Bach.»
Cobra inizia la propria carriera professionale come direttore d’orchestra e sviluppa la propria concezione di quello che definisce il «valore essenziale del testo come epicentro da cui l’interprete costruisce la vita spirituale e fisica tanto di una partitura musicale quanto di un personaggio». Nei primi anni della sua attività professionale, in stretta relazione con l’esperienza maturata come interprete e direttore, partecipa a laboratori di recitazione e conferenze dedicate al sistema Stanislavskij, in particolare con il regista Sergio Brito e con il regista e teorico teatrale Augusto Boal, fondatore del Teatro dell’Oppresso. Da queste esperienze deriva la necessità di raggiungere ed esplorare «le regioni oscure e sconosciute della natura umana; lasciare che ogni momento subliminale emerga dall’interno stesso del processo narrativo.» Queste esperienze diventano uno dei fondamenti del suo modo di concepire la regia e la costruzione narrativa.
All’età di diciassette anni, Maximianno Cobra ottiene una borsa di studio per studiare direzione d’orchestra e composizione presso l’Università di Musica e Arti dello Spettacolo di Vienna. Parallelamente alla formazione musicale, approfondisce in modo sistematico il proprio interesse per la regia teatrale, nato durante l’adolescenza dopo aver assistito a una produzione di King Lear diretta da Sergio Brito. Anche la sua prima regia teatrale è King Lear di Shakespeare, rappresentato sia in inglese sia in francese per una compagnia teatrale parigina.
«Mettere in scena Shakespeare o dirigere Bach rappresenta, ogni volta, una rinascita simbolica. Se accettiamo di aprire la mente e il cuore, essi possiedono la capacità di trasformare tanto gli interpreti quanto il pubblico in fenici.»
Conclusi gli studi, Cobra compie una tournée in Francia con l’Opera di Stato Ungherese e la Budapest Philharmonic Orchestra.
Nel 1993, Maximianno Cobra viene incaricato come produttore e regista audiovisivo di una serie di concerti per l’emittente televisiva pubblica del Ministero della Cultura brasiliano, con la Brazilian Philharmonic e la Brazilian Symphony Orchestra sotto la sua direzione. A questa esperienza segue una produzione destinata alle reti televisive e via cavo europee, Ode to Joy: Beethoven — Symphony No. 9, Op. 125, che ottiene rapidamente un importante successo commerciale. L’esperienza della regia per la macchina da presa, distinta dal lavoro esclusivamente teatrale e concertistico, contribuisce progressivamente a definire le sue ambizioni cinematografiche e conduce alla prima stesura del suo adattamento per lo schermo di Timon of Athens di Shakespeare.
«Avevo da tempo un rapporto profondo con l’opera e, soprattutto, con i suoi temi senza tempo: il confronto tra ipocrisia sociale, disillusione e annientamento, da un lato, e la poetica dell’amicizia, dell’amore e della bellezza, dall’altro. Senza dimenticare la mia fascinazione, fin dall’adolescenza, per l’Antica Grecia e il teatro greco classico.»
Nel 1999, gli interessi di Cobra per l’interpretazione musicale, la registrazione e le nuove tecnologie audiovisive lo conducono a fondare la Europa Philharmonia Orchestra and Choir. L’ensemble viene concepito come una formazione europea capace di riunire musicisti d’orchestra e coristi di alto livello per registrazioni in studio e progetti internazionali che sfruttino pienamente le nuove tecnologie digitali e audiovisive. In qualità di direttore musicale, Cobra sviluppa un approccio artistico nel quale interpretazione musicale e innovazione tecnologica non sono considerate discipline separate, ma componenti complementari del processo di registrazione.
Mentre prosegue le tournée europee alla guida della Budapest Philharmonic Orchestra, Cobra approfondisce il proprio lavoro di regista teatrale, in particolare su Shakespeare, mettendo in scena Richard III, The Picture of Dorian Gray e Macbeth. In questo periodo consegue inoltre un dottorato in musicologia e storia della musica presso l’Università Paris-Sorbonne (Paris IV) e viene successivamente nominato direttore artistico dello Shakespeare Network Audiovisual Project. Sotto la sua direzione artistica, il progetto sviluppa produzioni teatrali, audiolibri, documentari e film. Per il lavoro svolto all’interno dell’organizzazione, Cobra riceve sette ICA Awards e cinque IAG Recording Awards.
Nel 2011, Maximianno Cobra dirige la serie televisiva The Mahler–Klimt Project: A Gustav Mahler Centennial Celebration, seguita nel 2012 dal cortometraggio Sense: A Small Tribute to Federico Fellini. Il cortometraggio gli consente di rendere omaggio non soltanto a uno dei grandi registi della storia del cinema, ma anche a un artista la cui opera aveva profondamente influenzato la sua stessa passione per la realizzazione cinematografica fin dalla giovane età.
«Maestro Fellini, come ogni vero maestro, comprendeva “un po’ meglio” di tutti noi il senso della vita.»
Nel 2017, dopo oltre un decennio di lavoro sul suo adattamento di Timon of Athens di Shakespeare, Maximianno Cobra avvia la preproduzione di Misanthropos or The Life of Timon of Athens. Dopo più di un anno di audizioni, durante le quali seleziona personalmente ogni attore, riunisce i reparti artistici e tecnici e segue direttamente la scenografia, i costumi e la partitura musicale. Dopo due anni di prove, il progetto entra in postproduzione.
Per Cobra, la postproduzione non rappresenta semplicemente il completamento tecnico di un film, ma la prosecuzione del processo registico stesso. Sotto la sua diretta supervisione artistica, Misanthropos continua a essere sviluppato fotogramma per fotogramma, con particolare attenzione alla composizione e al trattamento dell’immagine, al ritmo drammatico, al montaggio e al rapporto preciso tra recitazione e spazio cinematografico. Parallelamente, il progetto sonoro del film, sviluppato in profondità, integra musica originale, sound design, voci, ambienti e dettagli acustici come elementi costitutivi della sua architettura drammaturgica.
Questa fase finale del processo creativo riflette la visione cinematografica di Maximianno Cobra, fondata sulla sintesi delle arti visive, teatrali e musicali, nella quale ogni elemento viene progressivamente affinato fino a quando immagine, interpretazione, ritmo e suono costituiscono un’espressione cinematografica pienamente coerente.






